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ISOLE

All’interno dei confini dell’Area Marina Protetta Capo Carbonara (AMPCC), sono presenti varie isole e isolotti. Le più grandi e conosciute sono le Isole dei Cavoli e di Serpentara: la prima, la più estesa (circa 42,6 ettari), si trova a sud sul prolungamento del promontorio di Capo Carbonara da cui dista all’incirca 700 metri, la seconda (di circa 30 ettari) è situata ad est all’estremità settentrionale dell’area marina. L’isola dei Cavoli è il cuore dell’AMPCC ed è dominata dalla presenza del faro costruito nel 1858 su un’antica torre di difesa aragonese, a circa 40 metri sul livello del mare. Il faro è costituito da una base a forma di parallelepipedo strutturata su due piani, utilizzati un tempo dagli addetti all’accensione giornaliera, e da una torre a strisce bianche e nere alta 37 metri circa. Molti guardiani si sono succeduti nel tempo vivendo delle provviste che arrivavano da terra ma anche di pesca e di pane fatto in casa. Oggi il faro, ancora funzionate e automatizzato, durante la stagione estiva è aperto al pubblico: le visite guidate organizzate dal CEAS, Centro di educazione all'Ambiente e alla Sostenibilità, prevedono un percorso divulgativo che, mediante immagini e foto, porta alla scoperta delle piante e degli animali che vivono il territorio insulare di Villasimius. L'origine del nome “Cavoli” ha due versioni correnti: secondo la più antica, deriverebbe da càvuru, in riferimento alla presunta presenza nell'isola di numerosi granchi, mentre la più moderna è che derivi dall'abbondante presenza sull'isola di numerose piante di cavolo selvatico (Brassica insularis), che vi crescono in forma endemica. A sud si trovano diversi scogli emergenti, chiamati Variglioni, di importante valore naturalistico (parte dei quali ricadenti all’interno della zona A, a riserva integrale). Tra questi è collocata una grande scultura raffigurante la Madonna del Naufrago (zona B, a riserva generale), alta più di 3 metri e dal peso di oltre 5 tonnellate. La statua è opera dell’artista sardo Pinuccio Sciola e rappresenta l’amore materno nel gesto di sottrarre il bambino alle profondità del mare.

L’isola è raggiungibile mediante imbarcazioni private o escursioni organizzate dal porto di Villasimius. Le sue coste frastagliate ospitano piccole insenature attorniate da massi granitici con fondale di sabbia bianca: la lunga e stretta cala di Ponente, accessibile a piccole barche, cala del Morto a sud, cala del Ceppo e cala Is Scascias, la più grande e protetta.

L’isola di Serpentara, dall’aspetto brullo ed impervio, deve il suo nome alla forma allungata e sinuosa con scogli granitici o alla presenza della pianta endemica conosciuta come erba serpentaria (Helicodiceros muscivorus) che prima della fioritura ha una calla lunga e maculata, simile ad un serpente. L’isola è disabitata e non accessibile. Nella parte settentrionale spiccano i Variglioni. Sul punto più alto (circa 50 metri) si erge la torre di san Luigi, costruita durante la dominazione spagnola per avvistare navi nemiche che si avvicinavano alle coste.

Le isole sono dei veri gioielli floro-faunistici, in quanto ospitano numerose specie vegetali ed animali, tra cui alcune rare ed endemiche. Entrambe rappresentano un luogo adatto per la nidificazione di varie specie di uccelli come il marangone dal ciuffo, il gabbiano reale, il gabbiano corso, la berta minore e maggiore.

L’ambiente marino ha acque limpide di un azzurro intenso con fondali rocciosi che formano avvallamenti, spaccature e grotte sottomarine. Molte sono le specie, come corvine, dentici, cernie, orate, ricciole, saraghi e barracuda, che si possono ammirare.

Le nostre foto

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