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La Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, detta Direttiva Habitat, e la Direttiva Uccelli costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000.

Tale direttiva è nata con lo scopo di salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna che li abitano.

Il termine habitat deriva dalla lingua latina è significa letteralmente “egli abita”. In ecologia quindi per habitat si intende, in maniera semplificata, il luogo in cui gli individui di una o più specie si trattengono abitualmente e che possiede le caratteristiche fisiche ed ambientali più idonee alla sopravvivenza, allo sviluppo e alla riproduzione. L'habitat è una unità ecologica in grado di sostenersi e autoregolarsi, adattandosi ai cambiamenti dell'ambiente. La loro conservazione è essenziale per evitare la perdita di biodiversità a tutti i livelli.

La Direttiva ha classificato come prioritari gli habitat che rischiano di scomparire e per la cui conservazione la comunità ha una responsabilità particolare. Di seguito gli habitat prioritari presenti all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Carbonara:

Habitat 1120: Praterie di Posidonia oceanica

È l'habitat più importante e rappresentativo dell'ambiente marino costiero Mediterraneo, protagonista delle dune sommerse. Le praterie di Posidonia oceanica (posidonieto) si estendono dalla superficie del mare fino a circa 40 metri di profondità sia su fondi sabbiosi che su fondi rocciosi. La posidonia è una pianta endemica del nostro mare, non è presente al di fuori dei confini del Mar Mediterraneo. È importante perché forma delle vere e proprie foreste sottomarine che offrono riparo a molti organismi e creano molti microhabitat che permettono lo svilupparsi di differenti comunità. Ospita un'elevata biodiversità sia vegetale che animale, 400 specie vegetali e circa 1000 specie animali. Organismi animali e vegetali utilizzano le foglie e i fusti della pianta come base, molti invertebrati si spostano lungo le foglie e un gran numero di pesci frequenta le praterie in cerca di cibo o di rifugio, specialmente nelle fasi giovanili; sono comunemente presenti ricci, stelle, crostacei. L'habitat è di grandissima importanza ambientale, infatti, un metro quadrato di prateria è in grado di produrre ogni giorno da 10 a 15 litri di ossigeno, ed è considerato un “indicatore di acque pulite”. Un'altra importante funzione è quella di protezione del litorale, cui garantisce la stabilità, riparandola dalle correnti e dalle onde. È stato calcolato che la regressione di un solo metro di prateria, possa portare alla perdita di circa 15-18 metri di litorale sabbioso. La scomparsa delle praterie può determinare: perdita di biodiversità, modificazione della rete alimentare, riduzione della produttività con conseguente danno alla pesca stessa, aumento dell'erosione costiera e conseguente riduzione della qualità ambientale. L'attività di pesca con reti a strascico è tra le principali cause di minaccia, lo strascico strappa le piante mettendo a nudo il substrato, difficilmente poi ricolonizzabile dalla pianta stessa.

Habitat 1150: Lagune costiere

L’habitat lagune costiere è un ambiente acquatico costiero con acque salate o salmastre, poco profonde, caratterizzate da notevoli variazioni stagionali in salinità (in relazione agli apporti idrici, piovosità e evapotraspirazione) e in profondità. Questi ambienti possono essere in contatto diretto o indiretto con il mare, dal quale sono in genere separati da cordoni di sabbie o ciottoli e meno frequentemente da coste basse rocciose. Tale collocazione gli conferisce caratteristiche ecologiche peculiari ed una eterogeneità, rappresentata dalla variabilità spazio-temporale dei parametri quali salinità, temperatura, concentrazione di nutrienti, delle condizioni idrodinamiche e delle caratteristiche morfologiche. L’habitat risulta di fondamentale importanza per la presenza di varie specie di flora e fauna di interesse conservazionistico. Le minacce principali sono per lo più legate alla fruizione ed in particolare sono individuabili nell'inquinamento delle acque, nell'alterazione del normale scambio idrico con il mare e nel deposito di sedimenti.

Habitat 2250: Dune costiere con Juniperus spp

Le dune costiere ospitano habitat che sono in equilibrio molto fragile e che rischiano di scomparire a causa della pressione delle attività umane, pressione che aumenta nei mesi estivi quando molte persone frequentano le spiagge e il mare. L'habitat delle dune costiere con i ginepri rappresenta la fascia più sensibile e fragile delle dune della spiaggia e svolge un ruolo importante nello stabilizzare le dune fisse grazie al sistema radicale molto resistente e sviluppato. È costituito da comunità di ginepri, principalmente ginepro coccolone (Juniperus macrocarpa) e ginepro fenicio (Juniperus phoenicea ssp. turbinata), accompagnati anche da altri arbusti come lentisco (Pistacia lentiscus) e fillirea (Phillyrea angustifolia). È un habitat rarissimo e presente solo in Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Grecia. Il ginepro coccolone è il protagonista assoluto della duna fissa e ne caratterizza anche il paesaggio: è impossibile non notare il suo fusto contorto, spesso piegato dalla forza del vento. Ha foglie aghiformi e pungenti, e i suoi grossi frutti (galbuli: pseudofrutti) chiamati coccole, di colore rosso scuro-marrone a maturità, vengono utilizzati per preparare liquori e per aromatizzare arrosti e piatti di cacciagione. Il suo legno compatto, pregiato, scuro e profumato, durissimo, ma di facile lavorazione, veniva infatti impiegato per la fabbricazione di mobili, arnesi, imbarcazioni, etc. Il ginepro fenicio si differenzia dal coccolone per la forma delle foglie, squamiformi non pungenti. I galbuli sono di colore rosso mattone quando sono maturi. Il nome fenicio deriva dal colore porpora che le bacche raggiungono a maturazione. Il popolo dei fenici era chiamato così dai greci proprio con riferimento al colore rosso porpora, che ottenevano da un mollusco, la porpora per l'appunto, di cui i fenici erano i principali produttori ed esportatori nel Mediterraneo. In antichità veniva chiamato “cipresso dei maghi” a causa del grande impiego che ne facevano gli stregoni: è una pianta tossica, dai cui frutti e rami si può estrarre un'essenza molto irritante che può causare gravi avvelenamenti e addirittura la morte.

Habitat 1170: Scogliere Habitat a coralligeno

Nonostante non faccia parte degli habitat prioritari, l’habitat a coralligeno è considerato come uno degli ambienti marini più importanti del Mar Mediterraneo in termini di biodiversità, composizione e funzioni delle comunità e pregio estetico, e per questo motivo inserito all’interno di direttive nazionali ed internazionali che mirano alla conservazione e alla tutela. La struttura è prodotta dall'accumulo di alghe incrostanti che crescono in condizioni di scarsa luminosità e alle quali vivono associate numerose altre specie. Gli assemblaggi coralligeni macroalgali sono caratterizzati da una struttura ben definita e stratificata: le corallinacee incrostanti coprono completamente il fondo roccioso, creando un substrato secondario adatto allo sviluppo di specie erbacee ed erette. Il coralligeno è considerato un crocevia ecologico che, grazie all'estrema eterogeneità strutturale dell'habitat, riunisce un numero importante di compartimenti ecologici. La combinazione di alghe consolidate e compattate dagli invertebrati costruttori crea microambienti che favoriscono l'insediamento di varia flora e fauna. Tra gli organismi che lo compongono, le alghe delle famiglie Corallinaceae (alghe incrostanti costituenti lo strato basale), Peyssonneliaceae e Cystoseiraceae, invertebrati marini, come spugne, cnidari (soprattutto gorgonie), briozoi, policheti, ascidie e crostacei, oltre alla componente vagile caratterizzata per lo più da cefalopodi e pesci. A causa della sua variabilità il coralligeno è un ecosistema fragile, creato da un perfetto equilibrio dinamico tra organismi biocostruttori e biodemolitori e qualsiasi variazione può essere fatale per organismi non adatti al cambiamento. Habitat quindi particolarmente sensibile alle alterazioni ambientali è sottoposto a differenti minacce tra cui il cambiamento climatico, l'eutrofizzazione delle acque, le specie aliene invasive e la distruzione meccanica .

Le nostre foto

Alcune foto dalla nostra galleria realizzate da fotografi professionisti