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Storia di Villasimius

Il territorio di Villasimius è situato nella parte più meridionale del Sarrabus, nella zona sud-orientale della Sardegna. Ha un’estensione di 58 chilometri quadrati e uno sviluppo costiero di 32 chilometri, comprese l’Isola dei Cavoli e quella di Serpentara. Confina nella parte settentrionale con il sistema montuoso dei Sette Fratelli, tra i quali si ricorda il Monte Minni Minni con i suoi 725 metri d’altezza. Qui si trovano le sorgenti da cui nasce il Rio Foxi, fiume un tempo navigabile, che assume questo nome prima di sfociare nella spiaggia di Campus, mentre a nord prende il nome di Rio Murredda e al centro quella di Rio Corr’e Pruna. Il Rio Foxi attraversa una valle fertile coltivata a vigneti e mandorleti.

L’entroterra è caratterizzato dalla presenza di boschi dove si segnala la presenza del cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), mentre il paesaggio costiero presenta un alternarsi suggestivo di lunghe spiagge, promontori granitici e piccole insenature.

Villasimius ha visto la presenza dell'uomo fin dalle epoche più remote. Sono infatti presenti antiche testimonianze archeologiche quali Domus de Janas, tombe dei giganti e nuraghi. Di notevole interesse il sito fenicio di Cuccureddus, riutilizzato poi dai punici e dai romani, oggi oggetto di nuovi scavi e ricerche. Le torri spagnole e la Fortezza Vecchia, costruite durante il regno spagnolo (a partire dal XVI secolo), caratterizzano, inoltre, il paesaggio costiero. In contatto visivo fra loro, facevano parte di un sistema d'avvistamento, di difesa e comunicazione lungo le coste dell’isola che sorvegliava tutto il golfo di Cagliari.

In passato l’attività economica principale di Villasimius era l’agricoltura: la pianura di Simius era molto fertile e si coltivavano cereali, alberi da frutti, olivi e viti che davano un’ottima resa.

Intorno alla seconda metà dell’ottocento notevole importanza ebbe per l’economia locale, l’attività di estrazione del granito. Tra le cave più importanti ricordiamo quella di Punta Is Molentis e quella di Porto Su Forru, oggi conosciuto come Cava Usai dal nome della famiglia proprietaria della cava. Il granito era lavorato da operai e scalpellini sul posto per essere poi caricato su battelli a vapore che lo portavano a destinazione. Rimasero in funzione sino al 1950 per poi essere dismesse a causa della mancanza di richieste.

Oggi il settore economico più importante per Villasimius è sicuramente il turismo. Il Comune di Villasimius, con oltre 1 milione di presenze durante la stagione estiva, rappresenta la quarta realtà sarda per importanza a livello di flussi turistici. Negli ultimi vent’anni con l’istituzione dell’Area Marina Protetta (di cui il comune è ente gestore) e importanti progetti di tutela e valorizzazione dell’ambiente marino costiero, si sta investendo su uno sviluppo sostenibile del territorio,. Questo impegno per l’ambiente ha dato i suoi frutti: recentemente Villasimius è stata premiata per la categoria ‘Best of Seaside’, tra le prime 100 destinazioni al mondo che offrono opportunità di svago legate all’acqua in sintonia con i principi del turismo sostenibile.