LIFE CONCEPTU MARIS - CONservation of CEtaceans and Pelagic sea TUrtles in Med: Managing Actions for their Recovery In Sustainability (2022-2026)
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LIFE CONCEPTU MARIS - CONservation of CEtaceans and Pelagic sea TUrtles in Med: Managing Actions for their Recovery In Sustainability (2022-2026)
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Il progetto è nato dalla consapevolezza che il Mar Mediterraneo sta subendo gravi cambiamenti a causa delle crescenti pressioni antropiche. I cetacei e le tartarughe marine pelagiche sono tra le specie più carismatiche e importanti dei nostri mari e bioindicatori cruciali delle loro condizioni di salute, poiché il loro benessere riflette l’integrità della rete alimentare in ogni sua componente. Lo stato di conservazione delle specie interessate dal progetto è ancora considerato carente di dati per la maggior parte dei taxa, almeno secondo l’ultimo report della Direttiva Habitat (2013 – 2018) e il report AEA (n. 10/2020), in cui si afferma che “i mammiferi marini (cetacei) sono tra le specie con la più alta percentuale di valutazioni sconosciute (oltre il 78 %)”. La carenza di dati è principalmente dovuta al fatto che le specie di cetacei e tartarughe marine trascorrono la maggior parte della loro vita in aree remote offshore più difficili da monitorare a causa della loro estensione, della natura altamente dinamica e degli alti costi connessi alla realizzazione di indagini regolari su larga scala, che superino le difficoltà dei confini politici.
Con i loro movimenti offshore, questi animali sono esposti a molteplici fattori di stress antropici, come il traffico marittimo e la presenza di rifiuti. In particolare, il traffico delle imbarcazioni è responsabile di inquinamento acustico, inquinamento delle acque ed è fonte di disturbo subacqueo nei confronti della fauna marina. Il disturbo causato dalle imbarcazioni può determinare cambiamenti a breve e lungo termine nel comportamento e nella distribuzione delle specie considerate ed è direttamente correlato al rischio di collisioni. L’inquinamento da plastiche è uno dei principali elementi critici per la sopravvivenza di queste specie, a causa del rischio di impigliamento, ingestione o effetti tossicologici. L’impigliamento negli attrezzi da pesca abbandonati o in uso contribuisce anche all’aumento dei rischi legati alla pressione dell’industria della pesca stessa nelle zone pelagiche.
Considerando questo, il progetto CONCEPTU MARIS si occuperà di portare soluzioni alle numerose carenze nella conservazione dei cetacei e tartarughe marine del Mediterraneo, mediante:
la raccolta di informazioni sulle esigenze ecologiche spazio-temporali delle specie target per la mappatura delle aree importanti per la loro conservazione;
la raccolta di informazioni sulle principali minacce per la mappatura delle aree e l’individuazione delle stagioni ad alto rischio in cui l’applicazione delle misure di conservazione sarà una priorità;
la definizione di un approccio standard efficace per la sorveglianza a lungo termine dello stato di conservazione delle diverse specie nel loro areale;
la cooperazione internazionale per lo sviluppo e l'adozione di procedure concordate al fine di supportare l’identificazione di aree importanti e per la sorveglianza a lungo termine dello stato di conservazione delle specie target.
Il progetto Life CONCEPTU MARIS, iniziato il 10 Gennaio 2022 (con termine previsto per il 9 Gennaio 2026), avanza e implementa le migliori pratiche della rete internazionale di monitoraggio FLT Med Net (https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/lispra-e-la-biodiversita/attivita-e-progetti/flt-mediterranean-monitoring-network-marine-species-and-threats?set_language=it) e il progetto Interreg MEDSEALITTER (https://medsealitter.interreg-med.eu/) per il monitoraggio continuo da traghetto di cetacei e tartarughe, traffico marittimo e rifiuti marini, utilizzando metodi standard e innovativi: il monitoraggio visivo viene infatti integrato con il prelievo e l’analisi del DNA ambientale (eDNA), degli isotopi stabili e dei dati ambientali in situ che verranno utilizzati nella modellistica ambientale. Verranno quindi raccolti e resi disponibili una grande quantità di dati ambientali e biologici e sarà istituita la prima banca del DNA ambientale in Mediterraneo. Altra importante azione è quella incentrata sul coinvolgimento diretto dei principali attori dell'industria marittima, capitalizzando e implementando il progetto SICOMAR plus (http://interreg-maritime.eu/web/sicomarplus), e del pubblico in generale attraverso attività specifiche di citizen science: la formazione di cittadini e personale marittimo è considerata già una concreta azione di conservazione dalla quale si spera di ottenere un cambiamento comportamentale nei confronti delle problematiche di conservazione. Verranno inoltre coinvolti gli stakeholder multisettoriali nell'Advisory Board (AB), cioè 29 organizzazioni tra cui Enti Nazionali, Regionali e Locali (come i Ministeri della Transizione Ecologica di Italia, Francia e Spagna), Organizzazioni Internazionali del settore della conservazione delle specie (e.g. Accobams, Pelagos, RAC-SPA, MedPan, IMPEL, Ufficio Francese per la Biodiversità, Museo Nazionale di Storia Naturale francese), compagnie di navigazione e consorzi marittimi di settore, rappresentanti della comunità scientifica e del settore della Green “Blue Economy”. L'AB sarà uno strumento concreto per il coordinamento e l'attuazione del progetto che garantisce la coerenza delle azioni progettuali con lo scenario intersettoriale attuale, e per l'identificazione di misure di mitigazione efficaci e fattibili.
Tra i partner nazionali e internazionali:
Beneficiario coordinatore: ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale – Fondazione CIMA
Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici
EcoOcéan Institut
Area Marina Protetta Capo Carbonara
Stazione Zoologica Anton Dohrn
Università degli Studi di Milano-Bicocca
Università di Palermo
Università degli Studi di Torino
Universitat de València
Triton Research Srl.
L’Area Marina Protetta Capo Carbonara collabora nelle azioni:
A1: Piano esecutivo e coinvolgimento degli stakeholder
A2: Best practice-stato dell'arte metodo per valutare N2000, integrità della connettività PA e valutazione dello stato delle specie.
C1: Testare, implementare e mettere a punto l'approccio integrato alla raccolta dei dati (visuale, eDNA, rilevamento in tempo reale) nell'area centrale.
E3: Networking e sinergie con altri progetti LIFE e/o non LIFE.
E4: Citizen science (AMPCC responsabile di azione).