Cleaning coralligenous from abandoned fishing gear in the Capo Carbonara Mrine Protected Area
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Cleaning coralligenous from abandoned fishing gear in the Capo Carbonara Mrine Protected Area
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INDIVIDUAZIONE E RIMOZIONE DEGLI ATTREZZI DA PESCA SUI FONDALI A CORALLIGENO
Nell’Area Marina Protetta Capo Carbonara -Villasimius negli ultimi 20 anni sono state svolte numerose campagne con attività di campo per la descrizione degli habitat sommersi dell'AMPCC.
Su questa base sono stati effettuati dei monitoraggi dove sono state individuate aree ecotonali, a quote comprese tra 30 e 45 m, nelle quali sono insediate piattaforme o concrezionamenti coralligeni. Il coralligeno è considerato uno degli ecosistemi bentonici più importanti del Mediterraneo in termini di biodiversità ed è incluso nelle attuali direttive europee per la conservazione e la protezione del mare.
Gli attrezzi abbandonati rappresentano un problema drammatico in quanto provocano un problema di erosione meccanica e soffocamento, rappresentano un danno alle diverse specie acquatiche dai pesci, alle tartarughe marine e mammiferi marini sia perché possono essere ingeriti sia perché provocano soffocamento, possono arrivare sino all’uomo dato il consumo di specie ittiche che si consumano. Costituiscono una notevole fonte di inquinamento e un rischio per la delicata fauna e flora di questa zona. Per questo l’identificazione di questi attrezzi e la loro rimozione, ove possibile è un’azione urgente da effettuare per la salvaguardia del coralligeno.
Nella prima fase di tale progetto si effettuerà la valutazione delle aree dove sono stati segnalati attrezzi da pesca abbandonati. Nelle aree maggiormente interessate dalla presenza degli attrezzi da pesca, verranno approfondite le indagini per capire se sussistono le condizioni per programmare gli interventi di rimozione.
Il progetto avrà una durata di 2 anni e per tale progetto verranno investiti €74.000, a partire da gennaio 2022. Gli obbiettivi che si intendono perseguire riguarderanno:
a) la rimozione degli attrezzi da pesca abbandonati nelle zone in cui vi sia la presenza del coralligeno all’interno dell’AMPCC
b) il coinvolgimento delle autorità locali e dei diversi centri di ricerca e educazione ambientale.
Il Piano d’azione riguarderà
1. l’identificazione dei siti da investigare
2. la determinazione dei siti in cui intervenire
3. rimozione e smaltimento o riciclaggio dei diversi attrezzi
4. monitorare lo stato ecologico dell’habitat a coralligeno
5. sarà fondamentale effettuare educazione ambientale di cui se ne occuperà il Centro di Educazione e Sostenibilità Ambientale (CEAS).
La soluzione riguarderà il monitoraggio ambientale e lo studio dell’impatto che tali attrezzi provocano all’ecosistema. Considerando l’estensione dell’Area Marina Protetta, organizzare degli incontri con i cittadini e con gli operatori turistici locali sarà importante per avere dei benefici per la protezione totale della zona. L’ingrandimento dei confini dell’AMPCC è una delle priorità già in vigore da parte dell'organo di gestione dell'AMP stabilito anche dall’Agenda 2030 (secondo gli obbiettivi 13 e 14 che riguardano rispettivamente la lotta contro il cambiamento climatico e la vita sott’acqua).
La sorveglianza e l’interazione con i cittadini sono e saranno fondamentali al conseguimento di tale scopo per la ‘’’riuscita’’’ del progetto.